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Sofia, per un Natale low cost

Sofia, per un Natale low cost

​ Se siete in cerca di una meta low cost per il ponte dell'Immacolata o meglio ancora per le vacanze di Natale, Sofia farà al caso vostro. La capitale della Bulgaria, infatti si può facilmente raggiungere con voli economici diretti dall'Italia, in partenza dai principali aeroporti. 

​Si può partire da Milano con Ryanair o da Bergamo, Roma, Bologna, Venezia (Treviso) e Bari con la compagnia Wizzair che ad esempio, questa sera propone voli dal capoluogo pugliese, per il 23 dicembre a quasi 13 euro

Anche la vita a Sofia è a buon mercato e potrete permettervi un buon albergo e delle splendide cene spendendo davvero poco. In questo periodo dell'anno, poi, complice l'atmosfera natalizia e le luci, Sofia è ancora più bella. A renderla tanto suggestiva contribuiscono, per ora i Mercatini di Natale. Il più importante di Sofia si trova nel grande parco Borisova Gradinia e si tiene da metà novembre a gennaio. Vi potrete trovare oltre a caramelle e dolciumi, prodotti alimentari di vario genere e dell'artigianato locale, manufatti in cuoio, legno intarsiato o ceramica, ma naturalmente anche bambole, tessuti e la celebre acqua alle rose, esportata praticamente ovunque. Ma Sofia non è solo questo, si tratta infatti di una delle città più antiche d'Europa e oggi di una capitale vivace e cosmopolita in cui le vestigia del passato si coniugano perfettamente con la modernità, rappresentata da larghi viali gremiti di auto, enormi palazzi sia pubblici che privati, locali alla moda. 

Sofia ha conservato diverse testimonianze del suo antico splendore romano. La città si sviluppò infatti in un municipium romano con tanto di mura difensive, anfiteatri, forum civici e bagni termali. Di stazioni termali in città ne esistono ancora oggi, come quella che sorge accanto alla piazza dietro la moschea, vicino al TSUM (all'intersezione tra le strade Iskar e Ekzarh Yosif).

Venne in seguito insignita del titolo di capitale della Dacia Mediterranea. Dell'ultima fase del periodo romano sono rimaste ben conservate diverse chiese, Sofia infatti è stata una delle prime città romane a riconoscere il cristianesimo. Nel 441 la città fu distrutta dagli Unni di Attila. Il nome attuale, Sofija, deriva dal greco antico e significa 'saggia', 'sapiente'. Appare per la prima volta nel XIV secolo e probabilmente venne dato alla città durante la ricostruzione della chiesa di Santa Sofia (tsarkva Sveta Sofia), uno dei maggiori monumenti di architettura paleocristiana dell'Europa sud-orientale. In questo stesso periodo, con le guerre bulgare-ottomane, la città venne inclusa nell'Impero Ottomano diventando capitale del Principato turco di Rumelia. Sotto gli Ottomani Sofia vi rimase ben oltre quattro secoli, si spiegano così le affascinanti influenze che ancora oggi permeano l'anima della città. 

Ai turchi succedettero i russi, imperiali prima e sovietici poi. Alla fine del regime comunista, a riemergere è stata soprattutto la vocazione artistica della città, ben rappresentata nel bulevar Vitoša, (anche chiamato semplicemente Vitoshka) la principale via dello shopping a Sofia, caratterizzata da negozi d'alta classe e numerose caffetterie e ristoranti. Il viale Vitoshka prende il nome dal massiccio del Vitoša, che caratterizza il paesaggio urbano dai suo oltre 2000 metri d'altitudine. Dal 1934 il monte, ricco di boschi e ambienti acquatici, è anche Parco nazionale ed è oggi considerato uno dei maggiori punti turistici della Bulgaria. I numerosi monasteri di Sofia (circa quaranta) e le antiche fortezze di una volta, situate alle pendici del monte, sono stati recentemente convertiti in alberghi, strutture per gli sport invernali e punti d'ascensione verso le maggiori piste sciistiche.

I siti di maggior interesse sono concentrati nelle piazze Aleksander Batenberg e Narodno Sabranie e lungo il viale Tsar Osvoboditel, che si caratterizza per la pavimentazione in mattoni gialli e confina con l'omonima piazza dedicata ad Alessandro II zar di Russia. Lo si riconosce anche perché è vicino al mercato di Rimskata Stena, uno dei posti più pittoreschi di Sofia. La città ospita numerosi musei, chiese, monumenti e pittoreschi quartieri.

Nel centro storico si notano in particolare i marciapiedi di colore giallo, chiamati zhaltite paveta, vennero allestiti durante il matrimonio dello zar Ferdinando, agli inizi del '900 e tali rimasero da allora. Le chiese di Sofia sono senza dubbio la maggiore attrazione della città, tra queste attira in particolare l'attenzione dei turisti la Cattedrale di St Alexander Nevky (Hram-pametnik Sveti Aleksandar Nevski), una della più grandi chiese ortodosse del mondo e caratterizzata dalle famose imponenti cupole placcate in oro (ma non dimenticatevi degli affreschi e delle icone all'interno!) fu una delle prime chiese al mondo a diventare patrimonio UNESCO. La chiesa di San Giorgio (Rotonda Sveti Georgi), la più antica di Sofia, è anche una delle chiese più antiche in Europa, costruita dai Romani durante il IV secolo d.C. La chiesa di Santa Sofia (tsarkva Sveta Sofia) è la seconda più antica della città, ed è quella che le ha dato il nome; venne costruita nel VI secolo sui resti di una chiesa ancora più antica. Da non perdere è anche la chiesa russa di San Nicola, il cui esterno in colori brillanti, contrasta con l'interno scuro in un'atmosfera carica di suggestione. Non molto distanti troviamo la Chiesa Ortodossa di Santa Nedelia, la Sinagoga Centrale e la Moschea di Banya Bashi

La città offre ristoranti di ottimo livello, ma per chi preferisce mangiare in posti più tradizionali sono consigliate le "Mehanas", in stile taverna che sono accessibili a tutti e sono aperti fino a tardi.

Sofia cosa mangiare

Tra i piatti principali c'è la banista con spinaci, le pagnottelle rotonde con formaggio, i fagioli bianchi, i secondi piatti invece, sono ricchi di carne suina, accompagnati da vari contorni tra cui le melanzane ripiene e i peperoni farciti con uova e formaggio. Per quanto riguarda i dolci, lo yogurt bulgaro è il più famoso. Anche la banista al latte ha assunto un posto di rilievo e poi seguono le mele al forno con sciroppo di vaniglia.

Interessante la produzione di vino sia da uve rosse che bianche. I principali vini rossi sono il Merlot, Sauvignon; mentre Chardonnay, Sauvignon blanc e Riesling sono i vini bianchi. Tra i superalcolici da non perdere la famosa grappa Rakj.

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Mercoledì, 14 Novembre 2018

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