By Maria La Calce on Mercoledì, 23 Marzo 2016
Category: Viaggi

Essen da città industriale a regina dell'ecologia e della cultura

​La nomina di Essen a Green European Capital per il 2017 pone sotto i riflettori una delle più discusse aree della Germania in fatto di inquinamento: la Ruhr.

Fino al secolo scorso infatti, la zona nella quale sorge Essen rappresentava il più importante bacino industriale di tutto il Paese con serie conseguenze in ambito ambientale. E la stessa Essen del resto non era sfuggita alle minacce di una gestione del territorio a dir poco miope. Il nome della città era legato, già a partire dal 1811, alla fonderia di acciaio Krupp, ingranditasi a dismisura nel giro di pochi anni fino a divenire il simbolo della corsa agli armamenti del terzo Reich e della politica aggressiva di Hitler . Le conseguenze per Essen in termini di inquinamento furono pesantissime.Quello che era un piccolo centro minerario si trasformò così in una città importante, il numero degli abitanti crebbe notevolmente, l'economia registrò un forte picco, ma allo stesso tempo l'ambiente dovette pagare un prezzo altissimo .Soprattutto si impose ben presto il problema dell'inquinamento idrico, l'acqua piovana infatti, infiltratasi sottoterra era inutilizzabile così come quella del fiume Emscher, nel quale confluiva la rete fognaria cittadina. La penuria di risorse idriche potabili costrinse tuttavia gli abitanti della sfortunata città a depurare l'acqua del martoriato corso d'acqua urbano e ciò andò avanti fino a quando non si registrò una vera e propria inversione di tendenza.

 Oggi Essen non solo ha ripudiato quel passato fatto di degrado ambientale ma addirittura si è messa in testa di essere un modello in campo di buona gestiona del territorio. Vengono così creati numerosi bacini artificiali alimentati dalla sola acqua piovana poi resa poptabile e restituita ai cittadini che la pagano in base al consumo, viene chiusa l'acciaieria ed avviato un processoi di bonifica del fiume Emscher resa possibile dalla rimozione degli scarichi fognari, convogliati altrove in seguito alla dismissione delle miniere. La nuova rete fognaria costituita da tubazioni sotterranee, profonde sino a 40 metri sotto terra e lunghe 51 chilometri non rappresenterà più una minaccia per nessuno dei fiumi che attraversano la regione.

 Grazie a queste importanti opere di bonifica Essen negli anni ha cambiato totalmente volto divenendo un'ambita meta turistica grazie alla sua vocazione non solo ecologista, ma anche culturale tant'è vero che nel 2010 era stata eletta capitale europea della cultura nell'ambito dell'iniziativa Ruhr.2010. Da allora ospita eventi internazionali di grande risonanza come la Ruhrtriennale, il festival del pianoforte e il festival della Ruhr che coinvolgono l'intera regione offrendo eventi in ambito teatrale e musicale di grande prestigio. 

Notevole è anche il museo Folkwang con i suoi circa 800.000 visitatori l'anno è il più grande e il più importante della Rhur. Dedicato all'arte moderna e contemporanea, venne aperto nel 1902 ad Hagen e fu trasferito ad Essen solo in un secondo momento. Dopo la difficile parentesi nazzista durante la quale dovette rinunciare a più di 1400 oper ritenute non adatte all'esposizione e recuperate in parte alla fine della guerra, tra il 2006 e il 2010 è stato ristrutturato e rinnovato ed acooglie oggi nella sua collezione permanente straordinarie testimonianze di artisti internazionali. Il museo Folkwang è anche sede di interessanti mostre temporanee. Essen tuttavia non ha totalmente rinnegato il suo passato, ma al contrario ne ha fatto motivo di forza anche nel presente dando nuova vita ai siti industriali abbandonati come è accaduto per la miniera di carbone dello Zollverein, oggi patrimonio dell'umanità e dell'UNESCO e simbolo della nuova vocazione turistica non solo della città, ma dell'intera regione. Le miniere Zeche Zollverein con i loro mattoni rossi ed i reticoli in acciaio rappresentano uno staordinario esempio di architettura industriale, edifici, non solo funzionali, ma anche soprattutto interessanti dal punto di vista estetico tanto che, nel 1986, quando dopo 135 anni di attività l'impianto minerario ha chiuso i battenti sono state trasformate in un vivace centro artistico e culturale sede anche di bar, ristoranti alla moda. Visitare questo complesso vorrà dire trovarsi davanti agli ex macchinari di setacciatura, entrare nei magazzini in cui veniva ammassato il carbone, conoscere gli impianti di lavaggio ei forni a coke ed ammirare le sei ciminiere che dominano il paesaggio circostante. Il percorso sarà completato dalla visione di filmati che chiariscono il funzionamento delle miniere e da una passeggiata all'interno del Red Dot Design Museum, l'esposizione più grande al mondo dedicata al design moderno. Il nome del museo è infine legato al premio Red Dot Award con il quale vengono insigniti i progetti più meritevoli.

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